Nella serata di San Valentino non abbiamo fatto in tempo ad innamorarci di Elmas, alla sua prima apparizione in granata e subito in gol dopo pochi minuti, che gli altri due nuovi acquisti invernali hanno "confezionato" la rimonta bolognese causando un rigore, Casadei, e diventando protagonista di uno sfortunato autogol, Biraghi. Un benvenuto al Toro per i tre acquisti di gennaio (anzi di inizio febbraio...) che se per il macedone è stato da sogno, per Casadei e Biraghi (a dire il vero già in campo per uno spezzone contro il Genoa) è stato da incubo.


il granata della porta accanto
Elmas, Casadei e Biraghi: benvenuti al Toro…
Se volessimo iscriverci alla fiera della banalità e del luogo comune, potremmo dire che si sono già calati perfettamente nella realtà granata, assorbendo sin da subito la mancanza di stimoli e l'assenza di ambizioni che caratterizza questa società da ormai troppi anni. Ma siccome sappiamo che la memoria è generalmente selettiva, è fin troppo palese che nello scoramento ormai cronico legato alla gestione ventennale di Urbano Cairo siamo portati in maniera inconscia a ricordare prevalentemente gli episodi negativi rispetto a quelli, pochi in tutta sincerità ma presenti, positivi. Nessuno, infatti, può negare gli impatti fondamentali post mercato invernale di Maxi Lopez e Tonny Sanabria quando arrivarono in granata, ciascuno nel suo periodo.
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E se per Elmas, quindi, l'esordio è stato da dieci e lode con una rete di una classe sopraffina, per Casadei e Biraghi non si può dire lo stesso. Il primo è palesemente lontano da un ritmo partita accettabile: sarà anche un predestinato, ma l'inattività degli ultimi tempi non lo ha aiutato nonostante per la giovane età dovrebbe essere nel suo "prime" sia fisicamente che mentalmente. Per Biraghi il discorso è diverso e in fondo sa molto di quelle storie "da Toro". È stato capitano della Viola per lungo tempo e per carattere e tecnica potrebbe essere davvero un giocatore "da Toro", grintoso e con grande personalità. Ma siccome il destino con noi è sempre molto beffardo, l'uomo giusto al posto giusto si ritrova protagonista di un episodio sfortunatissimo che costa la partita ai suoi compagni. Consideriamola una sorta di vaccinazione quella che è toccata a Biraghi: se è ancora il giocatore che è stato a Firenze si riprenderà ed, anzi, sarà stimolato a dare ancora di più per dimostrare il suo vero valore. A noi non resta che prendercela con il destino cinico e spietato che ci ha fatto interrompere la striscia di imbattibilità nella maniera più dolorosa possibile.
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E prendercela anche un po' con Cairo e Vagnati che se avessero preso questi giocatori (e la benedetta punta invocata per mesi da Vanoli) a inizio gennaio, invece che all'ultimo giorno, probabilmente saremmo arrivati a Bologna con un Casadei in formissima, un Elmas titolare con molti minuti nelle gambe e un Biraghi ormai calato pienamente nelle dinamiche di squadra e pronto a portare il suo valore aggiunto in termini di carattere e leadership. Ma ancora una volta si è fatto all'opposto di quanto e di come andava fatto e pertanto resta valido il detto "chi è causa del suo mal, pianga sé stesso". Peccato che a piangere siamo sempre noi tifosi, mentre chi è la causa di tutto pensa pure di essere amato.
Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finché non è finita.
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