Provocazione: ma al Toro, ora come ora, serve davvero un sostituto di Duvan Zapata? Non pretendiamo di saperne più di Paolo Vanoli, al quale vanno fatti solo i complimenti per come ha saputo traghettare il Torino fuori dalla crisi, con tante difficoltà e con poca sponda da parte della società. Va però sottolineato che la squadra sta trovando un ottimo equilibrio con l’attuale 4-2-3-1, il modulo che probabilmente colloca i giocatori a disposizione nei loro ruoli migliori per quelle che sono le loro caratteristiche. Maripan e Coco centrali della difesa a quattro, Pedersen (o Vojvoda) e Sosa laterali da difesa a quattro e non esterni a tutta fascia, Ricci da play con al suo fianco un incontrista, Vlasic trequartista centrale, Karamoh esterno sinistro d’attacco. Non c’è dubbio, quando si collocano i giocatori nelle loro posizioni naturali ci sono più chances di ottenere risultati.


L'Editoriale
Al Toro serve davvero un centravanti titolare?
Ma se Vanoli chiede un altro Zapata, vuol dire che ha in mente di tornare al 3-5-2 (o di passare al 4-2-4?) a meno di sacrificare Che Adams, cosa onestamente impensabile ancor più dopo la doppietta al Cagliari. In questo momento toccare l’equilibrio faticosamente trovato non sembra la scelta più saggia. Fossimo nel Torino cercheremmo invece un esterno destro offensivo di qualità, in grado di fare la differenza, che possa giocare nel ruolo occupato oggi da Lazaro. E, magari, un laterale sinistro da alternare a Sosa, che non ha una vera riserva a meno di considerare tale Masina. In attacco, invece, si potrebbe rimanere con Adams titolare e con Sanabria come seconda scelta (se adeguatamente motivato: andò in doppia cifra giocando da unica punta con Juric). Insomma, il cambio modulo porta con sé anche delle valutazioni da fare in chiave di mercato. Ma lo ha ammesso anche Vanoli, che fin qui ha dimostrato di avere idee chiare.
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