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L'Editoriale

Si parla troppo poco di mister Vanoli

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Al primo anno di A, il mister granata sta dimostrando di saper imparare e crescere di partita in partita come allenatore
Gianluca Sartori Direttore 

Ormai non ci sono più dubbi sul valore dell’allenatore Vanoli. Al di fuori del mondo granata si parla poco di lui, probabilmente perché il Torino naviga a metà classifica e non lotta per alcun obiettivo concreto, ma chi ha seguito per bene le vicende della stagione si è reso conto dei suoi meriti. Dopo una partenza super (ma anche un po’ fortunata), ha perso il giocatore su cui era stata costruita la squadra. Andando oltre a un mercato estivo errato sotto diversi punti di vista, non è affondato quando in molti lo avrebbero fatto e pian piano ha rivitalizzato il Toro, dimostrando che la gestione del gruppo e di chi gioca poco è un suo fiore all’occhiello.

Ha fatto vedere di saper adottare più moduli di gioco, cambiando la fisionomia della squadra cammin facendo. E ora inizia pure a incidere a gara in corso con le sostituzioni: non è una novità che in questo Toro segnino spesso i subentrati (grazie anche al lavoro fatto dalla società sul mercato di gennaio), ma forse non c’era mai stato in questo campionato un match in cui le scelte di Vanoli, ivi incluso il cambio di modulo, avessero inciso così come è accaduto a Roma con la Lazio. Al primo anno di A, il mister granata sta dimostrando di saper imparare e crescere di partita in partita come allenatore. Di Vanoli si parla poco, almeno per ora. Proprio per questo, fossimo nel presidente Cairo ne approfitteremmo con rapidità, esercitando prima di subito l’opzione per allungare il contratto di Vanoli fino al 2027.

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