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Ultimi giorni di mercato senza pressioni per il Toro

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Premesso che disapprovo in maniera totale il fatto che il calciomercato chiuda a campionato già iniziato, ennesima prova della poca serietà con cui è gestito in generale il mondo del calcio, mi limito a constatare in questa...
Alessandro Costantino
Alessandro Costantino Columnist 

Premesso che disapprovo in maniera totale il fatto che il calciomercato chiuda a campionato già iniziato, ennesima prova della poca serietà con cui è gestito in generale il mondo del calcio, mi limito a constatare in questa sede come un po’ tutte le società, eccezion fatta forse solo per il Toro, stiano aspettando gli ultimi giorni per mettere a segno i cosiddetti “colpi”. E’ un “mercatino” più che un mercato quello italiano, dove fanno più rumore gli affari mancati di quelli conclusi. A cominciare dalla Juve che voleva Higuain e Jovetic ed ha poi ripiegato su Tevez, più economico dei primi due, o dall’Inter che non è riuscita a prendere Eto’o o dalla Lazio e anche dal Milan che solo a qualificazione Champions ottenuta si è mosso per prendere un panchinaro della Juve… In tutto questo grigiore di idee tecniche su chi puntare, compensate dal pullulare di fantasiose e creative combinazioni di formule di acquisto, prestito, comproprietà o riscatto vari, ti aspetteresti che il nostro povero Torello abbia fatto una figura barbina ed invece ti sorprendi a constatare che tutto sommato ha condotto un mercato più che appropriato. Parecchi soldi spesi per confermare alcuni pilastri della scorsa stagione (Cerci, Glik, Darmian, Basha, Rodriguez, Brighi), acquisti mirati per colmare alcune lacune (Immobile, Padelli, Farnerud, Bovo, Moretti) o talenti di prospettiva (Bellomo, El Kaddouri, Maksimovic), il mercato del Toro è sembrato sensato e chirurgico come non mai nell’era Cairo. Certo la telenovela del terzino sinistro francese è stata la classica ciambella non uscita col buco, e il mancato arrivo di Dossena ha avuto del paradossale, ma la società si è mossa prontamente ingaggiando un ottimo elemento come Giovanni Pasquale.Certo la fortuna è cieca, ma con i granata, specialmente nel mercato degli ultimi anni, sembra vederci benissimo: prima i problemi psicologici di Marco Bernacci, poi l'addio di Ferronetti nella passata stagione, e infine la dolorosa rinuncia ad un giocatore che, sebbene non più giovanissimo, poteva vantare una certa esperienza in serie A ed un passato con le maglie del Liverpool e della Nazionale. Inutile però rammaricarsi su quanto è avvenuto: accogliamo Pasquale a braccia aperte e diamogli il massimo della nostra fiducia. Cosa dobbiamo aspettarci dal rush finale del calciomercato? Tutti pensano principalmente a vendere i giocatori in esubero scontrandosi con la più semplice regola del mercato secondo la quale per vendere è necessario che ci sia qualcuno disposto a comprare. Il Toro non ha problemi di sfoltimento della rosa per cui probabilmente si concentrerà sullo scioglimento del nodo del portiere: spero vivamente che ciò non avvenga in relazione alla prestazione di Padelli domenica a Bergamo perché sarebbe una grave mancanza di progettualità e di visione se la sua conferma o l’arrivo di un altro portiere (Pegolo?) avvenisse sull’onda emotiva della partita con l’Atalanta. A mio parere, oltre all’estremo difensore, servirebbe una punta forte per fare il salto di qualità, ma temo che questa non arriverà per mille motivi: perché richiederebbe un grosso esborso economico (a meno che col Catania si trovi un accordo “low cost” su Maxi Lopez), perché nel 3-5-2 c’è spazio solo per due punte e Cerci è (giustamente) intoccabile, perché bisognerebbe giocare col 4-3-3, ma Ventura è ormai orientato al 3-5-2 e perché dovremmo innanzitutto vendere Meggiorini. Presumo quindi che lì davanti rimarrà tutto così almeno fino a gennaio, quando si tireranno le prime somme sull’efficacia del reparto offensivo e del modulo di gioco più in generale. Poi se da qui al 2 settembre arrivasse qualche sorpresa gradita (leggi non giocatori ex Juve come Maresca, ma di qualità assoluta) penso che l’entusiasmo salirebbe alle stelle. Comunque anche così va bene lo stesso.  Infine permettetemi di togliermi una soddisfazione. Non li ho mai invidiati, ma in particolare quest’anno sono contento di non essere nei panni dei tifosi delle “strisciate”. Tutti lì ad aspettarsi il colpaccio. Chi glielo dice che è inutile che si facciano illusioni?   Alessandro Costantino Twitter: AleCostantino74  (Foto Maurizio Dreosti)

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