Al termine di Torino-Empoli, gara valevole per la 31esima giornata del campionato Primavera 1, il tecnico granata Christian Firoatti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Toro News, commentando la vittoria all'esordio in panchina con il risultato di 4-0. Di seguito le sue parole.


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Primavera, Torino-Empoli 4-0, Fioratti: “I miei dettami? Appartenenza e mentalità”
La prima sulla panchina della Primavera è stata un trionfo. Una vittoria che il Torino aspettava da tanto e che era fondamentale. Come l'ha vissuta e cosa ha visto negli occhi del gruppo? "Per me è un sogno questa panchina, non posso dire che grazie alla società per questa opportunità. Ho trovato un gruppo con molta voglia di fare. Per quanto riguarda la gara, era una gara difficile dal punto di vista psicologico. Non era facile trovare la concentrazione, anche il caldo ci ha messo in difficoltà visto lo stile di gioco dei ragazzi. Siamo partiti bene, abbiamo aggredito nella maniera che volevamo, siamo stati fortunati perché non sempre si riesce a concretizzare quando si parte forte. Siamo stati bravi a trovare il raddoppio dopo pochi minuti. Poi abbiamo sofferto, ma il Torino insegna anche questo. Io ho questo senso di appartenenza che vorrei che capissero e applicassero in campo anche i ragazzi. Mi vengono le parole di Mondonico, che diceva che essere del Toro è una cosa, ma essere da Toro è un'altra cosa. Io vorrei avere dei ragazzi da Toro".
Quanto si porta dietro della reazione del gruppo alla difficoltà? Nelle ultime gare si era vista una squadra che concede tanto e segna poco, l'opposto rispetto a quanto fatto con l'Empoli... "Non sempre le cose vanno come si vuole. I ragazzi magari erano entrati in un momento di difficoltà che esiste. Dovevano però avere la forza di reagire. Noi li supportiamo e cerchiamo di creare i ganci a cui aggrapparsi. Loro sono stati bravi a insistere, a vivere l'errore in maniera meno pesante. Quando succede devono cercare il riscatto. Questo è ciò che voglio vedere in campo, mai arrendersi, qualunque sia il risultato. Oggi sul 4-0 era importante non prendere gol per creare questa mentalità. Deve essere dentro ai ragazzi e crescere".
In stagione il Torino ha cambiato diverse volte pelle a livello tattico dopo il 3-5-2 iniziale. Contro l'Empoli ha optato per il 4-3-3, lo vede come l'impostazione di riferimento o non esclude variabili? "Non parto da un modulo di partenza. Il nostro pensiero è quello che cercheremo di trasmettere in questi due mesi ai ragazzi: essere mentalmente offensivi. Io posso partire da un modulo, ma l'obiettivo sarà sempre il medesimo. Ovvio, c'è un sistema di gioco con cui si costruisce. Il 4-3-3 è da dove siamo partiti per costruire e in questo momento potrebbe calzare per gli interpreti che abbiamo. Magari un domani si cambierà qualcosina in base all'avversario, ma non mi fossilizzo sul modulo anzi. Cerchiamo di mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per esprimersi. Saranno loro a decidere quale sarà il sistema migliore per loro".
Tornando un passo indietro, si aspettava la panchina della Primavera? Come ha vissuto la notizia quando le è stata comunicata? "Per me è stato un fulmine a ciel sereno. Mi ha fatto sicuramente piacere, per me è un'occasione. Non mi nascondo dietro un dito, la cercavo da tanto tempo. Ho trovato con me in Primavera degli amici, questo mi è piaciuto. Uno staff medico e tecnico che mi sono portato su, le persone con cui ho condiviso il mio percorso, anche dirigenti e persone che conosco da una vita. Dico a loro grazie, perché mi hanno accolto nella maniera più umana e bella possibile".
Un pensiero sull'Under 18 e sul finale di stagione? "Sono dispiaciuto per il Viareggio, meritavano la vittoria. Sono ragazzi che mi hanno dato tanto e se sono qui adesso è anche merito loro"
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