Al termine della sfida tra Torino e Milan, il tecnico granata Paolo Vanoli - dopo aver parlato con i broadcaster - interviene nella Sala Conferenza dello stadio Olimpico Grande Torino per commentare l'esito della partita ai microfoni dei giornalisti accreditati al seguito delle due squadre. Di seguito le sue parole.


Postpartita
Torino-Milan 2-1, Vanoli in conferenza: “Finalmente le bandiere allo stadio”
20.30 - Si attende l'arrivo di Paolo Vanoli per il via alla conferenza. Prima del tecnico granata sono intervenuti Gineitise Reijnders.
Partiamo dal finale, dall'esultanza. Il Torino è stato smaliziato, ma ha saputo anche soffrire e mettere qualità, senza ripetere gli stessi errori di Bologna. Come commenta la vittoria? "I ragazzi se la meritano, da due mesi lavorano alla grande. A volte quando non vengono i risultati non è facile tenere alta l'autostima. Avevo detto che dovevamo avere voglia e ambizione di trovare il risultato, umiltà di capire chi avevamo davanti. Il Milan è costruito per progetti diversi, era arrabbiato per la Champions e vogliono rientrarci il prossimo anno. Sapevamo che dovevamo fare una partita di coraggio e sacrificio. Lo abbiamo fatto, peccato per l'ingenuità del rigore. Quello è il passo in prospettiva futura da compiere. Ora dobbiamo goderci la vittoria e riposare, poi pensare alla prossima".
Come ha visto crescere Vanja a livello tecnico ma anche di spogliatoio?"Vanja caratterialmente è sempre stato un leader. Sta capendo come essere un leader a servizio della squadra, ha capito di avere potenzialità e grandi margini di miglioramento. E' stato bravo a rimettersi in gioco, si merita tutto. Abbiamo la fortuna di averlo noi, ci permette di giocare corto e lungo. Dobbiamo sfruttarlo meglio, è un portiere di prospettiva".
Ora arrivano Monza, Parma ed Empoli. Sono le partite più difficili ma anche quelle che possono darvi grande slancio? "Dobbiamo vivere di partita in partita, sono tutte finali. Ogni finale si gioca in modo diverso. Per preparare il Milan... non servono motivazioni. Se servono motivazioni per il Milan, allora si deve cambiare lavoro. Ora li voglio vedere con il Monza, lì bisogna crescere. Dal cambio modulo in poi abbiamo fatto più punti rispetto alle dirette concorrenti che abbiamo trovato, è un segnale di crescita. Aspettiamo anche una migliore condizione dai nuovi, ci possono dare tutti qualcosa in più".
Aveva detto che voleva vedere una squadra capace di leggere i momenti della partita. Forse l'unico appunto è non aver sfruttato qualche pallone nel finale là davanti?"Potevamo fare meglio tante situazioni, siamo qui per migliorare. Nel primo tempo potevamo sfruttare meglio il palleggio, tante situazioni potevamo gestirle meglio. Il corner alla fine nel recupero, siamo andati in due su e otto dietro quando avremmo dovuto tenere la palla alta. Sono piccole cose, ma si deve crescere. Mi è piaciuta la squadra tutta, anche chi è entrato. Gineitis per come è entrato, Tonny ha dimostrato voglia. Questa unità ci deve portare lontano, devo guardare al mio primo anno e anche al futuro. Lo spirito è giusto".
Che salto in alto rappresenta questa vittoria sul Milan? "Questa vittoria ti dà la consapevolezza e l'autostima di essere sulla strada giusta, che l'unità di squadra può portare lontano. Io guardo avanti. Giusto che i ragazzi festeggino una vittoria meritata e tanto cercata da un pubblico che stasera è stato il dodicesimo uomo, finalmente con le bandiere. I ragazzi sentono il pubblico. Dobbiamo andare avanti sempre con l'ambizione e rimanere umili. Come abbiamo vinto stasera, adesso dobbiamo prendere punti importanti in tre partite che valgono tanto e saranno più difficili di questa".
Il Torino ha fatto 26 lanci, 11 di Vanja. Un'arma molto usato contro il Milan, quanto la aiuta?"Per noi è un'arma ma a volte ne abusiamo troppo, magari quando andiamo in fatica. Deve essere un'arma nella partita, però è normale che a volte il valore della squadra che incontri ti permette anche di stare senza ossigeno e a volte vai a nasconderti un po' dietro perché stasera il Milan ci ha stressato a livello fisico. Hanno giocatori importanti, cambi importanti. Abusare il lancio non va bene, ti fa fare più fatica. Calciare lungo ti dà la possibilità di andare direttamente in porta, ma dà anche modo all'altra squadra di ripartire. Poi c'è stato un rinvio dove Jimenez è andato con le mani, non so perché non sia stato sanzionato..."
La rosa si è allungata con il mercato e senza gli infortuni: quanto può essere utile per crescere, considerare non solo gli undici ma anche le scelte? "Quando costruisci una squadra devi avere questo, permette ai giocatori di crescere e combattere per un posto. Se no fai una settimana con gli undici titolari e poi gli undici non spingono. L'allenatore dimostra che chi fa bene gioca. Avere competizione aiuta, serve per una mentalità forte. I tre arrivati hanno aiutato la competizione, ora subentreranno anche Ilic e Tameze. La competizione in mezzo al campo sarà più forte, è bello per me poter scegliere".
Come stanno Adams e Ricci? "Adams sta bene, Samuele anche".
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