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Torino, nove gare da dentro o fuori: resta chi ci crede. Vanoli: “Ora tutte finali”

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Le ultime partite di campionato saranno un test per allenatore e giocatori, la mancanza di obiettivi concreti non deve far calare la motivazione: per questo Vanoli chiama i suoi all'ordine
Davide Bonsignore

Alla vigilia di Lazio-Torino, in scena alle 20:45 di lunedì 31 marzo, il tecnico granata Paolo Vanoli ha sostenuto la consueta conferenza stampa pre-match. Tra le tematiche trattate, ricorrente è stata quella legata alla mentalità. La posizione in classifica del Torino - undicesimo, distante oltre 10 punti dalla zona Europa e 15 da quella retrocessione - non aiuta ad avere obiettivi che tengano alta la concentrazione per il finale di campionato. Tuttavia Vanoli tira le redini e, anche in conferenza, continua a ribadire l'importanza di continuare a lottare ad ogni partita e cercare di crescita.

Le ultime 9 gare un test per allenatore e giocatori, Vanoli: "Sono tutte finali"

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Se, come detto, risulta difficile adesso riconoscere obiettivi che diano rilevanza ad ogni gara, queste nove partite che separano i granata dal gong finale del campionato possono essere viste come un test. Il test è in primis per Vanoli, che deve essere in grado di trasferire ai propri giocatori quello che lui sembra avere: la grinta e la voglia di continuare a lottare ad ogni partita e fare del proprio meglio indipendentemente che ci siano obiettivi raggiungibili o meno. In seconda istanza il test è anche per i giocatori, che devono essere in grado di recepire questo messaggio e farlo loro. Se vogliono continuare a far parte del progetto granata in futuro, devono dimostrare di avere la grinta giusta per combattere a prescindere dagli obiettivi. Dalla conferenza si evince che il tecnico granata questo concetto l'ha fatto suo, e ora cerca di trasmetterlo ai suoi ragazzi:  "Rispetto all'andata abbiamo cambiato tanto, siamo cresciuti molto e come ho detto ci siamo promessi di affrontare tutte le partite come finali. Dopo queste finali guarderemo fino a che punto siamo cresciuti rispetto all’andata contro, nel caso della Lazio, una squadra che sta giocando per la Champions. Abbiamo sempre fatto le nostre partite, a volte le abbiamo buttate via. Ora però c’è una squadra che vuole provare a fare qualcosa, cercare in ogni partita oltre che una finale uno step di crescita".

Vanoli riprende Sosa: "Voglio vedere la mentalità vincente"

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Riguardo a quanto si è trattato nelle righe sopra, al centro delle chiacchiere negli ultimi giorni c'è stato Borna Sosa. Il croato, in ritiro con la Nazionale - infruttuoso, visti gli zero minuti giocati - ha rilasciato un'intervista, parlando sia del suo futuro in granata, ma anche del presente del Toro: "Siamo a metà della classifica, non possiamo salire o scendere in modo significativo, non c’è pressione”. Proprio questo intende Vanoli: la mancanza di pressione non deve essere un motivo per indebolire la spinta o allenarsi con meno motivazione. Il plauso al tecnico va, in questo caso, anche alla capacità di trovare vari stimoli, non soltanto legati alla classifica. Nel caso specifico di Borna Sosa, l'ottimo ingresso in organico di Biraghi, e la conseguente discesa del croato nelle gerarchie, deve senz'altro essere una motivazione per aumentare la grinta, come ha sottolineato Vanoli: "Ci sono gli allenamenti, ci sono le concorrenze: ora voglio vedere quanto è forte. Io voglio giocatori con una mentalità vincente, un giocatore vincente sa cos’è la concorrenza. Ora lo aspetto perché è un giocatore di qualità”. Sulla "mentalità vincente", l'ex tecnico lagunare pone molto l'accento. Non ha, però, la pretesa di ottenerla subito, ma sostiene sia un lavoro a lungo termine: "La mentalità vincente si acquisisce con il tempo. È un processo lungo. Soprattutto nella seconda parte abbiamo fatto bene ma c’è tanto da lavorare". 

La Lazio ha tante motivazioni. Il Toro?

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Se, come detto, gli stimoli possono essere un fattore fondamentale per gli esiti delle prossime gare, in questa trentesima giornata il Toro si trova davanti una Lazio che di motivazioni ne ha tante. Una vittoria permetterebbe ai biancocelesti, appena raggiunti dalla Fiorentina al settimo posto, di portarsi a soli due punti dalla zona Champions, obiettivo stagionale. A ciò si aggiunge che, prima della sosta, la squadra di Baroni è stata sconfitta per 5 a 0 dal Bologna. Risultato umiliante da cui i laziali avranno certamente fame di riprendersi già alla prima sfida al rientro dalla sosta Nazionali. Proprio per questo Vanoli ha battuto molto su questo aspetto psicologico, come rimarcato anche in conferenza: “Bisogna fare attenzione in tutte le partite. Affrontiamo una squadra che viene da una sconfitta importante, che ha avuto bisogno di staccare. La sosta li ha ricaricati, dobbiamo essere consapevoli di affrontare una squadra forte che si gioca la Champions. Importante è capire la partita, la Lazio sarà arrabbiata e dobbiamo essere bravi a stare in partita ed essere consapevoli che ci sono più partite nella partita”. Ora i granata devono dimostrare di saper tenere testa alla Lazio dal punto di vista delle motivazioni. Vanoli è positivo a riguardo, consapevole di star facendo un ottimo girone di ritorno, con una squadra che difficilmente ormai sbaglia l'approccio caratteriale. Con le ultime partite prive di obiettivi concreti, il tecnico granata capirà realmente su chi potrà fare affidamento per un progetto continuativo anche nel suo futuro al Toro.

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