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Cairo scopre la dialettica di Vanoli: tanto educato quanto diretto

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In punta di fioretto, ma diretto e tagliente come un colpo di spada. In conferenza ha messo la società a fondo pedana chee ora non può più arretrare. Il tempo dirà se la stoccata di Vanoli abbia fatto centro
Roberto Ugliono Caporedattore settore giovanile 

In punta di fioretto, ma diretto e tagliente come un colpo di spada. Il Torino ha scoperto la dialettica di Paolo Vanoli, che nella conferenza stampa di presentazione della gara contro l'Atalanta ha stregato tutti parlando della vicenda Bellanova. D'altronde in un mondo di frasi fatte o di circostanza, in pochi fanno uso in modo così appropriato della dialettica. Paolo Vanoli, insomma, ha convinto i tifosi del Toro, perché è stato diretto come lo era in passato Juric, ma con modi totalmente differenti. Non un vulcano di parole figlie anche dell'emotività, ma tutto quello che ha detto è stato ponderato e pronunciato con garbo ed educazione risultando comunque impattante.

Il Torino scopre la dialettica di Vanoli: diretto e senza peli sulla lingua

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Il suo messaggio è arrivato diretto a tutti: non vuole la mediocrità e la gestione della cessione di Bellanova non gli è piaciuta per niente, mettendo così a nudo i retroscena di giornate convulse che hanno scosso non solo l'ambiente granata, ma anche il suo allenatore. Insomma, se ai tifosi del Torino serviva una dimostrazione su chi sia Vanoli, è arrivata in conferenza stampa: grande educazione e stile e allo stesso tempo temperamento e ambizione. Con le sue parole ha forse scosso ancora di più l'ambiente, ma non è da escludere che lo abbia fatto in favore della squadra, perché con le sue parole ha fatto capire ancora di più a chi andrà allo stadio che la squadra ha bisogno di supporto. Una richiesta figlia della fame del tecnico che si è messo al fianco dei tifosi: per emergere, serve fare scelte audaci. Lo chiede ai suoi giocatori in campo e lo ha chiesto anche alla società.

Non è nuovo, Vanoli, a conferenze del genere. Anche a Venezia era successo a gennaio dell'anno scorso quando la società aveva venduto Dennis Johnson, uno dei migliori della sua squadra fino a quel momento, alla Cremonese. Non si era nascosto in conferenza stampa e poi ha fatto di tutto per portare la squadra in Serie A. Compito portato a casa. Adesso, dopo due mesi di Toro, è tornato a tuonare, ma in un modo che non può che piacere. Insomma un punto di rottura con il passato. Anche Juric tuonava e voleva far rispettare il suo lavoro, chiedendo di più alla società pubblicamente. A cambiare sono i modi. Quelli pacati di Vanoli stregano, perché nella calma con cui parla c'è anche il fuoco di chi vuole di più. Tornando a paragoni legati al mondo della scherma: con la sua conferenza ha messo la società a fondo pedana e ora non può più arretrare. Il tempo dirà se la stoccata di Vanoli abbia fatto centro.

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