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Juric finisce nel sacco di Nicola: l’ex Toro vince la partita con i suoi cambi

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Il tecnico dell'Empoli, grande ex della serata, vince il confronto contro l'allenatore che ha preso il suo posto sulla panchina del Torino in un match dall'andamento strano
Andrea Calderoni
Andrea Calderoni Caporedattore centrale 

Davide Nicola, l'uomo più atteso della sfida tra Empoli e Torino, ha messo nel sacco Ivan Juric. Nel primo tempo il suo Empoli ha avuto il merito di trovare il gran gol dalla distanza di Cambiaghi e a quel punto con un atteggiamento guardingo e accorto ha reso difficile la fase di costruzione granata (davvero troppo basso il ritmo mantenuto dal Torino nell'arco dei primi 45 minuti). Nella ripresa sono stati i cambi effettuati da Nicola a dare la spinta all'Empoli in un finale ricco di pathos e di colpi di scena. Le sostituzioni di Nicola hanno letteralmente fatto la differenza, quelle di Juric no. Il Torino avrebbe meritato di più per quanto visto ed è giusto dire che abbia regalato i tre punti all'Empoli; nello stesso tempo, però, va dato atto ai toscani di averci creduto fino alla fine strappando una vittoria che vale oro in chiave salvezza. Che sia stata una partita diversa dalle altre lo testimoniano i numeri con cui Empoli e Torino si erano presentati alla sfida. L'Empoli in ben 16 giornate non aveva segnato nemmeno un gol e ne ha rifilati tre in una sola serata a un Torino che ha inanellato in questo torneo di Serie A la bellezza di 15 clean sheet. Eppure il calcio è strano e proprio per la sua imprevedibilità è bello.

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Zapata più in area nella ripresa. Ricci ben schermato da Bastoni nei primi 45'

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Detto di un primo tempo soporifero da parte del Torino (tanto possesso palla dopo il gol preso da Cambiaghi ma a ritmo non sostenuto), la ripresa è stata giocata in altro modo e sono stati gli episodi a condannare i granata, su tutti l'errore clamoroso di Bellanova allo scadere. Le richieste di Juric a Zapata sono cambiate in corso d'opera e quelle della ripresa sono state indubbiamente più funzionali con le caratteristiche del colombiano, tanto da produrre due reti di testa (nessuno in Serie A ha segnato di più con la testa rispetto a Zapata). Nel primo tempo gli è stato richiesto di ricevere palla troppo spesso spalle alla porta e la marcatura dell'Empoli è stata necessariamente favorita. Nella ripresa Zapata è stato messo nella condizione di colpire e l'ha fatto per due volte, confermandosi un ottimo finalizzatore. Sempre nella prima frazione il grande merito dell'Empoli è stato quello di schermare perfettamente Ricci. L'ex di serata ha trovato vita difficile avendo sempre su di sè Bastoni. Senza il ritmo di Ricci, il Torino è andato piano ed è stato ampiamente prevedibile. La partita a scacchi di Nicola è stata ben condotta ed è stata agevolata dal gol di Cambiaghi.

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Il secondo gol dell'Empoli tutto dalla panchina: Niang, Maleh e Cancellieri

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Sono state le sostituzioni a fare la differenza nei secondi 45 minuti. All'ora di gioco il gol sugli sviluppi di calcio piazzato del Torino con Zapata sembrava destinato a modificare definitivamente l'andamento della gara, invece non è stato così perché l'Empoli in ripartenza ha rimesso la freccia. L'azione del 2 a 1 permette di comprendere bene quanto siano state azzeccate le sostituzioni di Nicola. Niang (entrato al 70' per Cerri) ha avviato la ripartenza, Maleh (entrato al 64' per Bastoni) ha sfornato l'assist e Cancellieri (entrato al 70' per Cambiaghi) ha realizzato il gol. Non pago l'Empoli ha anche siglato il terzo gol con un subentrato come Niang, altro ex della partita. Insomma, dalla panchina Nicola ha attinto a piene mani e ha attinto alla grande. L'ex difensore granata, nonché predecessore di Juric sulla panchina del Toro, è stato bravo a ribaltare la gara con le sue mosse. Lo stesso non si può dire per Juric, i cui cambi hanno inciso meno di quanto era lecito attendersi. Purtroppo per il Toro, non c'erano alternative a centrocampo, reparto che avrebbe necessitato di freschezza (Linetty molto sottotono). Dopo il 2 a 1 di Cancellieri il tecnico croato è passato alla difesa a quattro con l'inserimento nel terzetto offensivo di Okereke. Una mossa coraggiosa, premiata dal 2 a 2 di Zapata su cross di Bellanova, ma non risolutiva vedendo l'esito conclusivo della partita. Dunque, è corretto dire che il Torino avrebbe meritato di più ma non si possono sminuire i meriti dell'Empoli e del suo stratega Nicola, bravo a mettere nel sacco sia nel primo sia nel secondo tempo Juric.

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